sharing economy

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giovedì 9 luglio 2015

È il momento di passare al livello 2 della sharing economy e dell’open source: il paradigma 2.0

[Questa iniziativa ha l’obiettivo di sensibilizzare all’introduzione del paradigma 2.0 della sharing economy e dell’open source nei  processi economici, al fine di migliorare notevolmente la qualità di vita di tutti nel mondo e ridurre il nostro impatto ambientale, ripristinando l’equilibrio ecologico, fenomeno che causerà  processi virtuosi nella società quali riduzione costante della criminalità e delle guerre nel mondo, eliminazione della povertà, aumento della disponibilità delle materie prime, stabilizzazione demografica, riduzione delle malattie]



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Oggi viviamo in una forma embrionale di sharing economy che possiamo definire economia della condivisione di livello 1 [1.0], ovvero la condivisione a pagamento, in una modalità frammentata, disorganizzata [paradigma 1.0]. Ad esempio, il car sharing è  nella maggior parte dei casi a pagamento, anche se si risparmia rispetto ai taxi, bus, treni. Nella condivisione di beni [come attrezzi da lavoro, elettrodomestici, ecc.] si paga una piccola somma per il tempo di utilizzo. Inoltre manca l’elemento open source, ovvero non esiste un metodo per poter modificare in modalità open il bene al fine di apportare miglioramenti [come avviene per i software open source]. Le varie realtà di sharing economy sono frammentate, disorganizzate, non operano in modo sinergico-performante mediante un progetto comune, e quindi hanno poco potere rispetto ai sistemi di tipo  capitalista, rendendoli inefficaci da un punto di vista della trasformazione radicale dei processi economici nel passaggio dall’economia capitalista alla sharing economy.



Il prossimo step della sharing economy è la condivisione gratuita, nell’ambito di un sistema comune, secondo princìpi open source [paradigma 2.0], cosa che conviene a tutti perchè chi offre qualcosa gratis ha anche a disposizione qualcosa gratis, pertanto i due processi si bilanciano, nessuno ci perde, tutti ci guadagnano [soprattutto l’ambiente]  grazie allo sviluppo di un circuito di condivisione multisettoriale virtuoso poichè basato su un’organizzazione sinergica di membri che operano secondo princìpi comuni.



Ad esempio, il car sharing avviene facendo pagare una parte delle spese del viaggio, mentre nella fase successiva della sharing economy [2.0] si inserisce al posto del prezzo consigliato il valore “0” [zero]. Questo è uno step evolutivo della sharing economy, e rappresenta una evoluzione soprattutto culturale nonchè un’evoluzione dell’economia. Stiamo passando gradualmente dall’economia capitalista [basata su competizione, accumulo e possesso] all’economia della condivisione [basata su collaborazione, accesso, senza accumulo].



L’economia della condivisione di livello 2: “free sharing-open economy 2.0” [FSOE] ovvero il paradigma 2.0,


La condivisione gratuita, nell’ambito di un sistema comune, secondo princìpi open source  [paradigma 2.0]: questo nuovo paradigma è la naturale evoluzione della sharing economy 1.0 e dell’open source 1.0, fase embrionale in cui ci troviamo adesso. Questi due sistemi, che operano in modo separato, ma che sono molto simili, adesso si uniranno in un meccanismo sinergico operando sullo stesso binario e accelerando il processo di trasferimento del flusso economico dal sistema capitalista al nuovo sistema economico [free sharing-open economy]. Attualmente viviamo in una sistema economico ibrido formato dall’economia capitalista e dall’economia collaborativa [sharing economy]. Assistiamo al  verificarsi del fenomeno del travaso dei processi economici dal sistema capitalista a quello della condivisione, da un sistema basato sulla competizione, possesso e accumulo ad un sistema basato sulla collaborazione, condivisione-accesso, senza accumulo [si produce il bene-servizio solo quando richiesto, evitando l’accumulo e il conseguenziale inquinamento ambientale].


Cosa si intende per travaso dei processi economici dal sistema capitalista a quello della condivisione?
Facciamo un esempio. Prendiamo come riferimento il servizio dei taxi: il trasporto delle persone mediante taxi nell’economia capitalista avviene facendo pagare per tale servizio, i costi risultano elevati perchè si devono mantenere le spese del taxi, le spese per fornire il servizio [tasse, manutenzione, ecc.]. Ora abbiamo un servizio molto simile fornito mediante il car sharing che utilizza veicoli già in circolazione di persone che hanno acquistato per conto proprio tali veicoli [non per attività lavorativa], che utilizzano il loro veicolo per condividere un passaggio con altri che partecipano alle spese del viaggio con piccole somme, fenomeno che determina la riduzione dei costi del viaggio sia per chi riceve il passaggio sia per chi offre il passaggio, oltre a ridurre in tal modo l’inquinamento ambientale conseguenziale ad una riduzione dei veicoli in circolazione.


La free sharing-open economy 2.0 introduce 3 elementi [elementi del paradigma 2.0]:
1. condivisione gratuita di beni
2. implementazione dell’open source nei processi della sharing economy
3. sviluppo di una smart community internazionale organizzata che opera secondo precisi princìpi comuni in totale sinergia


[Importante caratteristica della free sharing-open economy è la tendenza alla digitalizzazione  (dematerializzazione): tutto ciò che viene digitalizzato/dematerializzato (come libri, cd musicali/video,ecc.) diventa bene che entra nel circuito della condivisione digitale: peer to peer, i cui i beni e servizi vengono condivisi molto facilmente e rapidamente. Mentre ciò che non si può dematerializzare entra nel circuito della condivisione materiale, ovviamente più lento e difficoltoso rispetto a quello digitale]

MODALITA’ OPERATIVA: come passare alla free sharing-open economy


Step 1: Gli stakeholders della sharing economy e dell’open source dovranno solo utilizzare gli stessi servizi, piattaforme della sharing economy attuali [basati sul paradigma 1.0, ovvero condivisione a pagamento] e offrire beni e servizi gratuitamente [paradigma 2.0], ovvero sostituendo il valore del prezzo attuale del bene servizio offerto con il valore “0” [zero]. Ad esempio: su portali web di car sharing si toglie il valore del prezzo assegnato al viaggio e si inserisce il valore “0” [zero]. Nella condivisione di beni come attrezzi, elettrodomestici, si toglie il valore del prezzo assegnato inizialmente e si inserisce il valore “0” [zero], ecc.


Step 2: creazione di una rete sociale [community] organizzata secondo princìpi comuni che opera secondo il paradigma 2.0


Step 3: sviluppo di una piattaforma comune, multilingue, open,  su cui si condivide il codice/progetto dei beni/servizi per apportare modifiche al fine di migliorare i beni/servizi.


Step 4. introdurre nei servizi offerti il paradigma 2.0


Step 5: offrire nuovi prodotti basati sulla sharing economy secondo il paradigma 2.0


Introduzione al paradigma 3.0: free automated sharing-open economy [FASOE]


La free automated sharing-open economy [paradigma 3.0] introduce un altro elemento al paradigma 2.0, ovvero l’utilizzo integrato-sinergico delle tecnologie esponenziali  [tecnologie dell’automazione] all’interno dei meccanismi della sharing-open economy: intelligenza artificiale, robotica, stampa 3d, internet of things [industry 4.0, smart city, smart home, ecc.], nanotecnologie, biotecnologie, ecc.


Funzionamento:
beni e servizi vengono prodotti dalle macchine, in modo automatizzato, solo quando se ne necessità. Il sistema è gestito dalla community che opera secondo il paradigma 2.0. Tutti i processi sono organizzati in modo sistemico e gestiti da algoritmi di intelligenza artificiale. L’accesso al sistema avviene mediante app, portali web. Il comportamento degli utenti della community è regolato mediante sistemi di feedback, per cui chi utilizza in modo inappropriato il sistema viene sospeso, le sue attività vengono limitate in attesa di un suo riscontro positivo [ravvedimento].


Introduzione del paradigma 2.0 nei meccanismi imprenditoriali


Le aziende [introducendo gradualmente sistemi di automazione e licenziando ovviamente operai] saranno costrette al fine di sopravvivere [a causa della concorrenza] a condividere beni e servizi essenziali gratis facendo pagare solo servizi aggiuntivi opzionali [che si potranno richiedere o meno, usufruendo solo di beni e servizi gratuiti]. Si potrà accedere gratis a tali  beni e servizi essenziali  offerti, mentre beni e servizi aggiuntivi saranno ottenibili a basso costo pagando con il reddito minimo garantito [erogato dallo Stato, finanziato in vari modi, ad esempio tassando le stesse aziende che avranno automatizzato o tramite il quantitative easing.
] [chi riuscirà ad avere un lavoro potrà ottenere di più, ma sarà sempre piu difficile avere un lavoro a causa della disoccupazione tecnologica crescente. Pertanto tutti, ad un certo punto, entreranno in questo meccanismo]


Le aziende faranno questo perchè in seguito allo sviluppo acuto della disoccupazione tecnologica [quindi ad una automatizzazione radicale dell'attività economica necessaria alle aziende per essere competitive e, quindi, per non fallire in seguito  alla nascita di aziende più concorrenziali], verranno licenziate moltissime persone in tutto il mondo, persone che vivrebbero in uno stato economico da fame e non si potrebbero permettere beni e servizi offerti da tali aziende, cosa che costringerebbe le stesse aziende al fallimento con conseguente distruzione dell'economia mondiale, perchè l'economia non può reggere se solo pochissime persone hanno un lavoro e, quindi, denaro da spendere. Sarebbe troppo poco il flusso finanziario in circolazione [come avere poco sangue in circolo: il corpo muore], così se c'è poco denaro in circolo l'economia muore. Ci sarà poco denaro ma abbondanza di beni e servizi, che verranno forniti gratis per quanto riguarda quelli essenziali [visto che saranno robot e intelligenza artificiale a fare il grosso del lavoro, pochissime persone iper-specializzate svolgeranno pochi compiti di supervisione], mentre beni e servizi non essenziali verranno forniti a pagamento ma a prezzi molto bassi che genereranno comunque un elevato reddito a tali aziende, e tutti quelli che saranno disoccupati [potenzialmente il 99% della popolazione mondiale] per acquistare tali beni e servizi non essenziali riceveranno un reddito minimo garantito dallo Stato [generato tramite tassazione delle stesse aziende o quantitative easing (sul mercato primario)]. Chi riuscirà ad avere un lavoro potrà permettersi qualcosa in più, ma sarà molto difficile fra qualche anno avere un lavoro a causa della crescente elevata disoccupazione tecnologica e della concorrenza schiacciante delle multinazionali. Il reddito minimo garantito [metaforicamente il "sangue" che mantiene il corpo in vita] consentirà di pagare le tasse e mantenere il bilancio statale in equilibrio per fornire servizi pubblici efficienti gratis.


La network society della free automated sharing-open economy


L’introduzione del paradigma 3.0 e l’evoluzione della free sharing-open economy  genereranno un tipo di organizzazione sociale a livello mondiale definito network society caratterizzato da forme di gestione economico-politica radicalmente differenti da quelle attuali [leggi questo documento che introduce alla network society e ad una sua forma embrionale http://www.sociologyofeurope.unifi.it/upload/sub/Network%20Society%20I.pdf].

[Questo argomento verrà approfondito in seguito]

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